L’importanza della carta stampata nell’era del Digital

L’importanza della carta stampata nell’era del Digital

Cartaceo o digitale? Questione di settori e opportunità, soprattutto per chi si occupa di editoria, e-commerce ed eco packaging.

Era il 1975 e la rivista Bloomberg Businessweek preannunciava la morte della carta stampata entro gli anni Novanta. Una profezia che, come sappiamo, non si è avverata. Anzi, pare che l’uso della carta continui ad aumentare, con mezzo milione di tonnellate prodotte ogni anno.

Si tratta di una quantità enorme che non lascia spazio a dubbi sull’importanza della carta stampata nell’era del digital. La ragione di questo successo si riassume in quello che viene chiamato il problema dell’oblio digitale: i supporti tecnologici mutano rapidamente e questo comporta il rischio di perdere un’ingente quantità di dati qualora, un giorno, i supporti non fossero più accessibili.

A pensarci bene, abbiamo già fatto la nostra prima esperienza di oblio del digitale soltanto pochi anni fa, con i floppy disk, prima, e i cd-rom, dopo. Quanti di noi possiedono un dispositivo capace di leggerli? Forse nessuno. Oggi i dati si scrivono e si salvano su memorie esterne, chiavette usb o hard disk, ma chi ci assicura che sarà così anche in futuro?

Ecco, la carta stampata è immune da tali rischi e già da solo, questo aspetto, è un motivo sufficiente per farci credere che difficilmente il digitale rimpiazzerà la carta, ma non è l’unica ragione valida.

Cartaceo o digitale: dipende dal settore

Secondo uno studio condotto in Norvegia su un campione di alunni delle scuole primarie, leggere testi stampati anziché testi digitali facilita la comprensione e favorisce l’instaurarsi di un legame emozionale non soltanto con la trama e i personaggi, ma anche con il libro. Il libro è un oggetto fisico, lo si può toccare con mano, scrivere note a margine delle pagine, usarlo trasformandolo in uno strumento per fare altre cose. La carta quindi, è insostituibile in molte applicazioni quotidiane, in primis la scrittura e la lettura, come abbiamo visto, ma ha anche un valore aggiunto di tipo emozionale.

Certo, l’avvento dell’editoria digitale ha modificato i nostri comportamenti culturali portandoci a divenire soggetti multitasking, in grado di fruire della stessa informazione attraverso canali diversi, a volte anche contemporaneamente. Questo cambiamente ha inciso anche sul nostro modo di relazionarci all’oggetto culturale, ecco perché leggere un ebook è ben diverso dal leggere un libro di carta, come dimostra lo studio norvegese.

Il settore dell’editoria, più degli altri, ha portato in luce l’annosa diatriba tra carta stampata e digitale, evidenziando la prevalenza della prima sul secondo, soprattutto durante gli anni dell’avvento del digital. Soltanto di recente, il settore editoriale, ha iniziato a vivere un’inversione di rotta.

Ci sono però alcuni ambiti in cui il digitale stenta a far breccia. È il caso dei settori cosmetico, farmacologico, tricologico, ma anche di food, luxury, abbigliamento e più in generale, di tutto quel che riguarda l’ambito del commercio online e offline, in cui il prodotto non può fare a meno del suo vestito, il packaging.

Digitale, un’opportunità per il cartaceo

Ciò che è paradossale però, è che l’annosa diatriba tra digitale e cartaceo sembra si stia risolvendo a favore del secondo, anche grazie alle opportunità offerte da internet e dal web.

Indubbiamente, il digitale rappresenta un’opportunità e ha aperto nuove porte al cartaceo. Il Qr Code stampato sulla scatola di un Happy Meal per scaricare un’app e giocare con la realtà aumentata, oppure il codice a barre stampato sul retro delle confezioni per tracciare origine e provenienza di un prodotto a km0, sono soltanto alcuni esempi di marketing immersivo nati dall’incontro tra i due canali. L’e-commerce ha colto a pieno questa opportunità di integrazione della comunicazione cartacea con quella digitale.

A conferma di ciò, riportiamo i dati divulgati nella ricerca Paper-based packaging trends to 2019 della Smithers Pira, autorità mondiale nel settore del packaging, secondo cui carta e cartone sono intramontabili nel settore del commercio online perché si tratta di un supporto estremamente versatile, grazie al quale l’azienda comunica la propria identità e dialoga con gli utenti. Pensiamo infatti a shopper, sacchetti, astucci, scatole in carta e cartone personalizzabili, che si prestano a decine di finiture e tecniche di lavorazione, rendendo così queste soluzioni facilmente adattabili alle esigenze di ciascun brand.

Sempre secondo lo studio di Smithers Pira, il settore della cartotecnica è in crescita e si stima che entro la fine del 2019 si avranno tassi di crescita del +3% ogni anno nei paesi dell’Europa occidentale e del Nord America, +6% nell’area del Pacifico e +9% in America Latina. Inoltre, ben il 43% del fatturato mondiale prodotto dalle aziende che realizzano imballaggi e packaging, deriva dal settore della cosmetica e della profumeria, seguiti dai settori Food e dai tabacchi.

Le ragioni di questa preferenza verso la carta, riguardano la qualità rispetto ad altri materiali come plastica e vetro, la sua maggiore lavorabilità ma anche la sua leggerezza e sostenibilità.

Il futuro della carta è green grazie all’eco packaging

L’aspetto della sostenibilità non è da sottovalutare anche se si potrebbe obiettare che il digitale inquini meno della carta. Tuttavia, la scienza non ha ancora affrontato in maniera approfondita la questione dello smaltimento delle apparecchiature elettroniche, né tantomeno è chiaro quale sia il loro impatto sulla salute umana e sull’ambiente.

Il settore della cartotecnica invece, si sta muovendo verso la produzione di carta ecosostenibile e prodotti cartacei a bassissimo impatto ambientale, cartone alleggerito, imballaggi 100% biodegradabili o derivanti da cellulose di origine vegetale, come ad esempio l’amido di patate. Questa tendenza è sempre più evidente nel campo dell’industria alimentare ma anche in certa parte della filiera bio, tra prodotti cosmetici e farmaceutici più attenti alla salute della persona e dell’ambiente.

A fare la differenza non sono esclusivamente le materie prime utilizzate. Quando parliamo di carta sostenibile, infatti, ci riferiamo anche a un prodotto lavorato in maniera eco friendly: processi produttivi a ridotto consumo energetico, utilizzo di fonti di energia pulite come l’eolico e naturalmente l’impiego di tecniche di stampa meno tossiche d’un tempo.

La stampa digitale, la flessografia e la stampa offset sono oggi le tecniche più utilizzate e meno impattanti, così come l’impiego di verniciature, rivestimenti e laminazioni plastiche biodegradabili per le finiture.

Vorresti saperne di più sul futuro green del packaging e le ultime novità della cartotecnica a basso impatto ambientale? Contattaci compilando il form qui sotto e sarai ricontattato da un esperto del nostro team che ti illustrerà le più moderne tecniche di lavorazione della carta per i settori cosmetico e farmaceutico.

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